Con il perdono si aggiusta ogni ferita?
- Il perdono come atto d’amore: il padre nella parabola rappresenta un amore che non conosce limiti, un amore che va oltre l’offesa e l’errore. Il suo abbraccio al figlio pentito è un gesto di accoglienza totale, che non chiede spiegazioni né impone condizioni.
- Il perdono come guarigione: l’abbraccio del padre non solo ristabilisce la relazione, ma guarisce anche le ferite interiori del figlio. Il perdono libera dal peso del rimorso e della vergogna, aprendo la strada a una nuova vita.
- La difficoltà del perdono: il fratello maggiore, incapace di perdonare, ci ricorda che il perdono non è sempre facile. Richiede umiltà, compassione e la volontà di superare il risentimento.
- Il perdono come scelta: il perdono non è un sentimento automatico, ma una scelta consapevole. È la decisione di lasciare andare il passato e di accogliere l’altro con amore e misericordia.
... era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa.
Partì e si incamminò verso suo padre. Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l’anello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa.
dalla Parabola del figliol prodigo (Lc 15,20-24)
Un passo nel cammino della fede
Domenica 9 Marzo 2025 è stata una giornata speciale per i bambini di terza elementare di Cavasso Nuovo e Fanna, che hanno vissuto la loro prima Confessione. Questo importante passo nel loro cammino di fede è stato un momento di grande emozione e significato.
La cerimonia, guidata da don Alex, ha permesso ai bambini di avvicinarsi al sacramento della Riconciliazione, sentendosi ascoltati, perdonati e più liberi. Nonostante qualche timore iniziale, l’esperienza è stata positiva e coinvolgente, grazie anche all’atmosfera serena e festosa creata dalla comunità.
Le parole e i gesti di don Alex hanno saputo trasmettere ai bambini il valore del perdono e l’amore misericordioso di Dio, un amore che si rinnova ogni volta e ci sentiamo risollevati. La parabola del Padre misericordioso, con la sua tenerezza e il suo perdono incondizionato, ha reso ancora più tangibile la gioia di sentirsi amati da Dio.
Un ringraziamento speciale va alle catechiste, alle famiglie e ai cori che hanno accompagnato i bambini in questo importante momento insieme.
Le famiglie dei bambini
I bambini della prima confessione di Cavasso e Fanna per l’anno 2024-25:
Jonas, Christian, Noemi, Giulio, Mattia, Valentino, Gabriele, Matteo, Angelica, Leonardo, Federico, Ilaria, Lorenzo, Cesare, Gabriele, Ireneusz, Eros, Leonardo, Vittoria, Mattia, Bryan, Vincent e Diego.
il dono del perdono nel cuore dei bambini
«Ero agitato e non ho dormito tanto, quando sono entrato in chiesa ero emozionato ma don Alex mi ha tranquillizzato. Dopo la confessione mi sono sentito libero e felice».
Federico
«È stata una cerimonia che ti fa sentire più leggero e perdonato da Gesù. Ci è piaciuto quando ci hanno perdonati i peccati e quando abbiamo scritto un pensiero sulla confessione».
Giulio e Noemi
«Io appena entrato in chiesa ero ansioso, mia mamma mi ha detto di fare dei respiri profondi e mi sono rilassato. Poi don Adrian mi ha fatto sentire a mio agio e mi ha fatto un po’ ridere dopo la confessione mi sentivo più libero. Mi è piaciuto il momento in cui abbiamo acceso la candela perché è stato un momento significativo è un momento di luce nella nostra famiglia».
Christian
«L’incontro tra bambini e Gesù, i nostri peccati e le preghiere da condividere insieme. Gesù ascolta e proteggi i nostri cari sia nella terra che nel tuo regno. I canti e le candele che significa la luce del Signore».
Ilaria
«Prima della confessione ero un po’ agitato, ma quando sono entrato in chiesa mi sono tranquillizzato. Don Adrian è stato molto gentile, mi è piaciuto molto portare la candela alla Madonna e cantare tutti insieme».
Jonas
«Domenica ero un po’ emozionato di confessarmi per la prima volta. Mi ero preparato nella mia testa il discorso da fare a don Alex. È stato come parlare con un amico. Durante la confessione mi sono sentito più leggero, tranquillo e accolto da Gesù. Perdonare è una parola bellissima perché il perdono dà pace a fa stare bene chi lo riceve e anche chi lo dà.
È stato bello poi poter restare un po’ con i miei amici e giocare insieme».
Leonardo (C)
«Quando sono stato vicino al prete mi sono sentito vicino Gesù e libero. Quando sono stato vicino alla Madonna l’ho sentita accanto a me. Anche quando abbiamo cantato “acqua siamo noi” mi è piaciuto tanto».
Gabriele
«Io non vedevo l’ora di fare la prima confessione perché sapevo che dopo sarei stato più libero. Don Adrian è stato molto divertente e mi ha messo a mio agio. È stata una bella esperienza perché l’ho condivisa con tutti i miei amici».
Leonardo (F)
«Prima di fare la confessione ero tranquilla poi quando è iniziata la cerimonia mi sono un po’ agitata, quando è arrivato il mio turno ero molto emozionata ma don Adrian è molto simpatico e mi ha tranquillizzata. Finita la confessione mi sono sentita più libera. La giornata è stata molto bella e divertente anche perché poi ho giocato con i miei amici».
Angelica
Il canto finale dei bambini
Acqua siamo noi dall’antica sorgente veniamo,
fiumi siamo noi se i ruscelli si mettono insieme,
mari siamo noi se i torrenti si danno la mano,
vita nuova c’è se Gesù è in mezzo a noi.
E allora diamoci la mano e tutti insieme camminiamo
ed un oceano di pace nascerà…
E l’egoismo cancelliamo un cuore limpido sentiamo
e Dio che bagna del suo amor l’umanità.
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