La Parrocchia di San Martino
è compresa nella Forania di Maniago, fa parte della diocesi di Concordia-Pordenone, nella regione ecclesiastica del Triveneto.
Luoghi sacri a Fanna
- Chiesa di San Martino
- Santuario di Madonna di Strada
- Chiesetta di San Silvestro
- Chiesetta degli Alpini



Storia della chiesa parrocchiale
La prima citazione di una chiesa a Fanna con annesso un monastero benedettino collegato all’abbazia di Pomposa, è in un documento dell’imperatore Enrico III del 1045. Nel XII secolo l’abbazia fu al centro di una controversia contro il vescovo di Concordia. Originariamente filiale della pieve di San Remigio di Cavasso, la chiesa fu eretta a parrocchiale nel 1584. Una nuova chiesa, disegnata da Stefano Marchi nel 1782, sostituì la precedente, semidistrutta durante l’evento sismico del 1779; all’inizio del XIX secolo fu realizzato il portico e la consacrazione venne impartita nel 1857. Nel 1948, con la rinuncia da parte dei paesani e del rettore del seminario di Concordia del giuspatronato, la chiesa fu eretta ad arcipretale. Il terremoto del 1976 provocò alcuni danni sanati nel corso con un intervento di restauro. Opere di pregio all’interno sono: i dipinti del soffitto, ritraenti Cristo risorto, la discesa dello Spirito Santo e la consegna delle chiavi, eseguiti nel XIX secolo da Gian Carlo Bevilacqua, l’affresco raffigurante Cristo che cammina sulle acque, realizzato da Vittorio Cadel, i seicenteschi stalli del coro, i dipinti di San Martino e i Santi Pietro Martire e Antonio da Padova, opera del 1662 circa di Giovanni Moro e l’Immacolata Concezione, di autore ignoto. Dal 1999 vi è la tomba con le spoglie di Fedele da Fanna.
Il patrono
San Martino
Un soldato che divenne vescovo. San Martino, nato a Sabaria (odierna Szombathely, Ungheria) intorno al 316, fu un vescovo e militare romano di origine pannonica del IV secolo. Esercitò il suo ministero nella Gallia del tardo impero romano ed è considerato uno dei grandi santi della Gallia
Infanzia e carriera militare. Figlio di un tribuno militare romano. Trascorse l’infanzia a Pavia, dove suo padre aveva ricevuto un podere come veterano. Nel 331, un editto imperiale lo obbligò ad arruolarsi nell’esercito romano. Fu inviato in Gallia, ad Amiens, dove trascorse la maggior parte della sua vita da soldato.
La conversione e il dono del mantello. Durante una ronda invernale del 335, incontrò un mendicante seminudo e, per compassione, tagliò in due il suo mantello militare per condividerlo con lui. La notte seguente, sognò Gesù Cristo che indossava la metà del suo mantello e lo ringraziava per il gesto di generosità. Questo evento miracoloso convinse Martino a convertirsi al Cristianesimo e a ricevere il battesimo.
Vescovo e fondatore del monachesimo in Occidente. Dopo aver lasciato l’esercito, Martino si dedicò alla vita religiosa. Nel 371 divenne vescovo di Tours, dove fondò un monastero, uno dei primi in Occidente.Si dedicò alla predicazione del Vangelo, alla conversione dei pagani e alla cura dei poveri.
Curiosità
- La tradizione del taglio del mantello è all'origine del proverbio "fare San Martino", che significa dividere a metà qualcosa con qualcuno.
- San Martino è il patrono dei soldati, dei mendicanti, dei sarti e dei fabbricanti di cappelli.
San Martino di Tours
Si festeggia l'11 novembre

Fanna, il paese
È un comune italiano, in provincia di Pordenone, nella regione Friuli-Venezia Giulia.
Origini del nome. Di Fanna si ha un accenno già in un documento del 924, dove è riportato il «signum Antonii de Fanas». Il toponimo ha origini incerte. Non si può escludere una derivazione dal latino fana, plurale di fanum “tempio, luogo sacro”.

Storia. Importante nota è il fatto che a Fanna fosse stanziato un ceppo della famiglia nobiliare Polcenigo. Col tempo poi avrebbero assunto il titolo di conti Polcenigo-Fanna. Fino al 1873 Fanna era unita al vicino paese di Cavasso: i rispettivi nomi delle località erano Fanna alta (Fana di sora) e Fanna bassa (Fana di sot), con sede amministrativa nell’attuale Fanna. In seguito Cavasso ottenne il distacco costituendosi in comune autonomo. Durante la seconda guerra mondiale il paese è stato sede di un comando tedesco, ed era stata protetta con alcuni obici, dei cannoni 8,8 cm Flak e qualche centinaio di soldati, che hanno combattuto contro i partigiani rifugiati a nord, nelle colline. A causa di questa batteria antiaerea il paese subì diversi bombardamenti. Come avvenne in molti altri paesi del Friuli, anche qui si costituì un nucleo di protezione civile per coordinare gli aiuti. In tempi recenti il paese ha arricchito la segnaletica pubblica con numerose indicazioni in lingua friulana, a segnalare il sentimento di appartenenza alla regione storica. Nel 1976 il comune fu devastato dal terremoto del Friuli, che provocò notevoli crolli e danni.
Luoghi da visitare a Fanna
Casa Marchi
Sede espositiva
Mostra «La scuola di una volta»
Una raccolta completa di documentazione originale
Natura, sport e sapori tra le colline
Alla scoperta di... Fanna
Natura e sport: Il territorio di Fanna si dipana tra boschi e prati, adagiato sulle colline moreniche dell’alto Tagliamento. Questo scenario offre una vista panoramica mozzafiato sulla pianura friulana, sui Magredi e sulle montagne circostanti, tra cui il Monte Cavallo e il Monte Raut. A pochi chilometri si trovano il Lago di Barcis e le Dolomiti Friulane. La conformazione naturale di Fanna è un invito per gli amanti del trekking, della mountain bike e delle passeggiate a piedi o a cavallo. La ciclovia lungo la strada principale è adatta a tutti i livelli.
Eventi e gastronomia: Fanna anima il calendario con diverse manifestazioni, tra cui la Festa di San Martino, patrono del paese, e il Lunedì dell’Angelo al Santuario di Madonna di Strada. La tradizione culinaria locale vanta le rinomate “mele antiche”, un vero e proprio tesoro del territorio.

- In auto Autostrade: A23 Alpe-Adria, uscita Gemona-Osoppo ca. 26 km / A28 Portogruaro-Conegliano, uscita Pordenone ca. 29 km, uscita Cimpello ca. 29 km
- In autobus TPL FVG: Linea P51 Maniago-Udine / Linea P28 Meduno-Maniago
- In treno Linea Sacile-Gemona, stazione Fanna-Cavasso / Linea Venezia-Trieste, stazione Casarsa della delizia ca. 27 km o stazione di Pordenone ca. 28 km
- In aereo Aeroporti: TRS Trieste ca. 71 km / TSF Treviso ca. 72 km / VCE Venezia Marco Polo ca. 82 km









Galleria fotografica
Collezione storica
In ogni scatto, un frammento di anima. Questa galleria fotografica è un viaggio nel tempo, un tuffo nel cuore pulsante del nostro paese. Attraverso queste immagini, riviviamo momenti unici che hanno plasmato la nostra storia, i volti di chi l’ha scritta e i luoghi che ne sono stati testimoni. Ogni foto è un racconto, un’emozione che si tramanda di generazione in generazione. Dalle prime testimonianze dell’antico splendore ai trionfi più recenti, qui troverai un tesoro inestimabile: la memoria visiva di una comunità.
Per le foto storiche si ringraziano: Margherita Penzi, Sergio Rosa, Antonio Cadel, Pietro Ret, GianPietro Marcon
Il suono delle campane, è come un’eco del passato che risuona nei nostri cuori. Da sempre sono associate ai momenti importanti della nostra vita… rappresentano la comunità, il tempo che passa, la fede.